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Gennaio 13, 2007

Si scrive solo con gli occhi

Archiviato in: Notizie dal mondo dell'IT, Uncategorized — ingegneripesanti @ 12:22 pm

In Giappone testato con successo un nuovo sistema di comunicazione oftalmica. Una telecamera guidata da un software intelligente decifra i micromovimenti dello sguardo

Il professor Kohei Arai è seduto di fronte al suo computer: braccia conserte e viso rilassato. All’improvviso appaiono sullo schermo una serie di ideogrammi ad una velocità impressionante. Poi, non contento della «performance», fa comparire sul monitor una tastiera con caratteri occidentali: lettera dopo lettera, ecco seguire alcune frasi in inglese. In tutto questo tempo non ha mai mosso un dito: è riuscito a fare tutto unicamente con il potere dello sguardo.

 

Arai insegna teoria dell’informazione al dipartimento di ingegneria informatica della Saga University in Giappone: all’attività di docente affianca una grande passione per le applicazioni pratiche di quanto insegna, lavorando per l’«NPO Center». Laboratorio di ricerca di punta in Giappone, il centro sta sviluppando alcuni dispositivi di «comunicazione oftalmica», una nuova tecnologia basata unicamente sugli occhi e l’insieme dei loro movimenti: il dispositivo messo a punto da Arai è l’ultimo frutto di questi studi.

L’idea è semplice e affascinante allo stesso tempo: visto che i nostri occhi si spostano continuamente per permetterci una visuale panoramica a quasi 180 gradi, perché non sfruttare questi micro-movimenti per un obiettivo tecnologico? Dall’intuizione sono così nati vari gruppi di ricerca sparsi per il mondo e la scrittura con lo sguardo è diventata il principale filone di studio.

E’ sempre straniante assistere ai test del professore giapponese, ma gli individui handicappati potrebbero essere i primi beneficiari. E infatti il congegno appena progettato da Arai va incontro alle loro esigenze, introducendo alcune caratteristiche inedite: la telecamera che rileva le immagini degli occhi, infatti, funziona secondo un programma di riconoscimento «intelligente».

Il dispositivo riceve le immagini dall’esterno, le analizza attraverso un particolare software capace di distinguere viso, sopracciglia e occhi dal grado delle luci e delle ombre presenti, fissa sei punti facciali e poi inizia a tracciare sullo schermo i movimenti degli occhi: tutto questo lavoro avviene nel giro di pochi millesimi di secondo.

Così, grazie a una semplice telecamera che assomiglia a una webcam, comunicare con lo sguardo diventa un processo quasi naturale: è un salto tecnologico non indifferente, se si pensa che finora molti sistemi di comunicazione oftalmica richiedevano serie di elettrodi da applicare sulla faccia e configurazioni complicate da tarare regolarmente e da mantenere correttamente in funzione.

Oggi, entro una raggio di 30 centimetri dallo schermo, il risultato – spiega Arai – è assicurato al 100%, ma, non contento dei primi e strabilianti risultati, il professore giapponese alza ancora la posta della sfida: la comunicazione oftalmica potrebbe avere applicazioni oggi neanche immaginabili.

Il prossimo obiettivo? Un paio di occhiali intelligenti a comando visuale.

Articolo a cura di: Gianpiero Buzzo

     Tratto da: www.lastampa.it    sezione tecnologia

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