Vi abbiamo parlato più volte delle tecnologie Open Source, come nel caso della svolta di Microsoft Office all’introduzione dell’Open Document (vedi articolo), o nel caso del rapporto della Commissione Europea per le tecnologie nella società dell’informazione sulla distribuzione delle competenze tecnologiche (vedi articolo), o ancora nell’ How To… Come faccio a… ? dedicato alla visibilità di Windows sotto Linux e di Linux sotto Windows (vedi articolo).
Torniamo a parlare di Open Source per segnalare l’ennesima svolta delle major e delle aziende dell’ambito informatico/telematico (e non solo) all’open source. Si tratta della Dell.
L’immagine che vedete qui sopra è abbastanza autoesplicativa: Tux, la simpatica mascotte ufficiale di linux, al fianco di un portatile Dell. Ebbene si, perchè la celebre azienda offrirà il sistema operativo Linux precaricato sui suoi personal computer. La scelta strategica, oltre a rappresentare una piccola rivoluzione nel mondo informatico (il monopolio “sistema operativo Microsoft” non era mai, sino ad ora, stato intaccato), rappresenta certamente una grossa conquista per i sostenitori Linux, ma anche, evidentemente, per i semplici acquirenti, che potranno finalmente operare una discriminazione oggettiva sulla qualità dei due sistemi a confronto.
Aspettiamo responsi e ulteriori segnalazioni: non esitate a contattarci, anche tramite commenti.
Fonte: repubblica.it
Articolo a cura di: Sebastiano Sacco
Marzo 30, 2007
Dell: è ora di Open Source
Febbraio 7, 2007
La svolta di Microsoft all’Open Document
Vi abbiamo parlato del formato Open Document “qualche articolo” fa…
Torniamo a parlarne per segnalarvi il rilascio del primo plug-in convertitore, targato Microsoft (ma prodotto da terzi), in grado di permette sia la creazione e conversione di file Open Document (ODF) nel formato OOXML (Office Open XML), sia il salvataggio di file Word (quindi file .doc) nel formato Open Document.
Inoltre, entro la fine di quest’anno, dovrebbero essere distribuiti analoghi plug-in per i formati Excel e PowerPoint.
Il plug-in è scaricabile anche al seguente link:
http://sourceforge.net/projects/odf-converter
Notizia a cura di: Sebastiano Sacco
Gennaio 28, 2007
ODF Toolkit: Open Office verso l’evoluzione
OpenOffice.org è una suite per ufficio abbastanza simile al pacchetto Office di Microsoft. La suite è stata concepita (e tuttora si colloca) nell’ambito del progetto OpenOffice ideato da Sun Microsystems. Principale caratteristica di OpenOffice è quella di essere open-source e quindi scaricabile liberamente dal sito ufficiale del progetto, http://it.openoffice.org/.
Molto sono state le iniziative che hanno accentrato l’interesse sulla suite, come ad esempio quella di prevederne l’uso, assieme ad altre piattaforme e sistemi open-source, nell’ambito della pubblica amministrazione (a titolo esemplificativo, riporto qui un comunicato stampa presente sul sito ufficiale di OpenOffice: clicca QUI per visionare il comunicato).
E’ notizia recente che nel prossimo futuro OpenOffice potrebbe progredire oltre il concetto di suite, divenendo una piattaforma applicativa, intesa come un’insieme di servizi e di risorse integrate (interoperabili) in grado di coprire un bagaglio di necessità molto più vasto rispetto a quello, per l’appunto, d’uso ufficio (scrittura, presentazione, archiviazione, etc.). Il progetto si chiama ODF Toolkit ed è mirato proprio alla evoluzione su citata. Il toolkit ODF permetterà agli sviluppatori di sfruttare il codice sorgente di OpenOffice per creare nuove applicazioni business: in particolare applicazioni di collaborazione, comunicazione ed elaborazione dei contenuti, basate sul formato standard OpenDocument Format (ODF) e integrate con le funzionalità della suite open source.
In merito al nuovo Toolkit c’è comunque una precisazione da fare: questo non va confuso con l’ambiente OpenOffice SDK: a differenza di quest’ultimo, che può essere utilizzato dagli sviluppatori per modificare le funzionalità della suite (chi ha avuto a che fare con la piattaforma SDK di Java SUN saprà di cosa stiamo parlando), il toolkit può essere viceversa usato per mettere a disposizione degli sviluppatori le principali funzionalità di OpenOffice, ed in modo particolare quelle per creare e modificare i sopra menzionati documenti ODF.
Il toolkit ODF può essere schematizzato attraverso la figura che segue:
Grazie ad una serie di interfacce di programmazione (API, Application Programming Interface), si potranno aggiungere alle applicazioni di terze parti le capacità di leggere, scrivere e modificare i dati in formato ODF. Ulteriore evoluzione/previsione per il futuro sarebbe poi la trasformazione di OpenOffice in una sorta di framework, in grado di permettere l’esecuzione di programmi eterogenei, eventualmente indipendenti dalla suite vera e propria. Questo è ciò che gli sviluppatori di OpenOffice chiamato ODF Universe, e che in futuro potrebbe addirittura competere con l’accoppiata Office/MS.NET.
Articolo a cura di: Sebastiano Sacco
Per ulteriori notizie: http://odftoolkit.openoffice.org/, http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1863587&r=PI
Gennaio 20, 2007
Open source è bello, lo dice l’Ue… perciò supportiamolo
È stato pubblicato un rapporto della Commissione Europea per le tecnologie nella società dell’informazione sulla distribuzione delle competenze, il Floss (Free/Libre Open Source Software). Lo studio giunge alla conclusione che l’open source può realmente fungere da abilitatore per colmare il divario nei confronti degli Stati Uniti.
In particolare, il trend di crescita di aziende e sviluppatori open source permetterebbe all’Europa di raggiungere l’obbiettivo di diventare l’economia più competitiva in termini di innovazione entro il 2010. Inoltre, l’utilizzo di strumenti open consentirebbe di compensare la tendenza delle aziende europee a investire poco in tecnologie.
Secondo una simulazione, inoltre, un passaggio della percentuale di investimenti in Floss dal 20% al 40% porterebbe a un incremento dello 0,1% del prodotto interno lordo dell’Unione Europea, circa 10 miliardi di euro all’anno, senza considerare i benefici diretti all’Ict delle aziende.
Attualmente, l’investimento (continua…)
Gennaio 16, 2007
Ma perchè usare Internet Explorer??? – 4: K-Meleon
Continua il nostro percorso nell’esplorazione delle soluzioni alla scelta di un browser alternativo a Microsoft Internet Explorer: finora abbiamo parlato di
- Mozilla (clicca QUI per visionare l’articolo su Mozilla)
- Opera (clicca QUI per visionare l’articolo su Opera)
- Maxthon (clicca QUI per visionare l’articolo su Maxthon)
(clicca QUI per visionare tutti gli articoli di Ingegneri Pesanti Group sui browser alternativi).
In questa nostra “quarta tappa” vi proponiamo un browser nel cui nome prefigura il prefisso K, ad indicare una supponibile compatibilità con Linux. In realtà il browser K-Meleon (una simpatica contrazione della parola inglese chameleon, ovvero camaleonte – come vedete nella figura in alto, raffigurante il logo del browser), nato qualche anno prima di Firefox, fu lanciato proprio per i sistemi Win32, per far fronte, per l’appunto, alla necessità di un web browser leggero ed efficace, alternativo a IE, basato sulla struttura implementativa di quello che poi sarebbe diventato il browser Mozilla.
K-Meleon è un browser caratterizzato soprattutto da una ottima velocità di navigazione e dalle buone possibilità di personalizzazione grafica, dovute per lo più al fatto che il browser è basato sul gestore/motore grafico Gecko (di cui fa uso anche Mozilla). Anche K-Meleon prevede la possibilità di tab-navigation, ossia la navigazione attraverso più risorse, resa possibile grazie all’uso di schede multiple in un’unica finestra di navigazione. Come per tutti i browser che finora vi abbiamo consigliato, K-Meleon è gratuito; è infatti liberamente scaricabile dal link ufficiale:
http://kmeleon.sourceforge.net/wiki/index.php?id=Download
inoltre, il browser è open source ed è rilasciato sotto licenza di tipo GNU (General Public License).
Il sito ufficiale di K-Meleon (in ben 15 lingue, tra cui l’italiano) è il seguente:
Articolo a cura di: Sebastiano Sacco




