Vi abbiamo parlato più volte delle tecnologie Open Source, come nel caso della svolta di Microsoft Office all’introduzione dell’Open Document (vedi articolo), o nel caso del rapporto della Commissione Europea per le tecnologie nella società dell’informazione sulla distribuzione delle competenze tecnologiche (vedi articolo), o ancora nell’ How To… Come faccio a… ? dedicato alla visibilità di Windows sotto Linux e di Linux sotto Windows (vedi articolo).
Torniamo a parlare di Open Source per segnalare l’ennesima svolta delle major e delle aziende dell’ambito informatico/telematico (e non solo) all’open source. Si tratta della Dell.
L’immagine che vedete qui sopra è abbastanza autoesplicativa: Tux, la simpatica mascotte ufficiale di linux, al fianco di un portatile Dell. Ebbene si, perchè la celebre azienda offrirà il sistema operativo Linux precaricato sui suoi personal computer. La scelta strategica, oltre a rappresentare una piccola rivoluzione nel mondo informatico (il monopolio “sistema operativo Microsoft” non era mai, sino ad ora, stato intaccato), rappresenta certamente una grossa conquista per i sostenitori Linux, ma anche, evidentemente, per i semplici acquirenti, che potranno finalmente operare una discriminazione oggettiva sulla qualità dei due sistemi a confronto.
Aspettiamo responsi e ulteriori segnalazioni: non esitate a contattarci, anche tramite commenti.
Fonte: repubblica.it
Articolo a cura di: Sebastiano Sacco
Marzo 30, 2007
Dell: è ora di Open Source
Marzo 29, 2007
Tecnologie e informazione, l’Italia rimonta..piano piano
GINEVRA (Svizzera) -
L’Italia guadagna quattro posizioni nella classifica annuale del World Economic Forum (Wef) sulle capacità di sviluppo e utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict): mentre l’anno scorso era già risalita dal 45esimo al 42esimo posto, quest’anno risulta 38esima su un totale di 122 Paesi. Il Paese è tuttavia nettamente distanziato dagli altri membri del G7 ed è preceduto da nazioni quali Cile e Tunisia. In vetta alla graduatoria – resa nota a Ginevra – è per la prima volta la Danimarca. Seguono Svezia, Singapore, Finlandia, mentre gli Usa perdono sei posizioni e scendono alsettimo posto.
L’ITALIA MIGLIORA –
«In generale l’Italia è migliorata in tutte le dimensioni e particolarmente marcato è il miglioramento dell’indice che misura la capacità di far utilizzo delle Ict da parte di individui, imprese e amministrazioni pubbliche – spiega Irene Mia, Senior Economist del Global Competitiveness Network presso il World Economic Forum e co-redattrice del Rapporto -. È anche migliorato il punteggio per le condizioni di mercato, dove sono presi in considerazione caratteristiche e fattori quali la disponibilità di capitale di rischio, alla situazione dei mercati finanziari. Tuttavia il contesto regolatorio resta un’area di grande debolezza e per variabili quali il fardello delle regolamentazioni governative o il peso delle imposte, l’Italia risulta rispettivamente 119esima e 118esima».
BOCCIATA NELLA RICERCA –
Un’altra debolezza dell’Italia riguarda le istituzioni di ricerca, voce che vede l’Italia 87esima. «Non c’è grande connessione tra ricerca accademica e settore privato. Ci vorrebe più ricerca applicata», ha commentato Irene Mia precisando che i dati per la classifica sono stati raccolti nella prima metà del 2006. Brutto voto all’Italia anche per la prioritizzazione delle Ict da parte del governo (101esimo posto). I migliori punteggi l’Italia li ottiene per i costi della banda larga (seconda) per il numero di abbonamenti alla telefonia mobile (terza) e glui abbonamenti alla telefonia fissa, sia per le imprese (terza), sia per gli individui (settima). Nulla a che vedere tuttavia con la pagella della Danimarca, il cui successo – commenta il Wef – è un «risultato che segna l’apice di una tendenza ascendente iniziata nel 2003».
IL REPORT – Giunto al suo sesto anno consecutivo, il ‘Global Information Technology Report’ censisce 122 economie a livello mondiale. Il Networked Readiness Index (Nri) misura la propensione dei Paesi a sfruttare le opportunità offerte dalle Ict per lo sviluppo e l’aumento della competitività. Il Wef osserva che in generale che i Paesi nordici (ad eccezione dell’Islanda) si sono costantemente classificati tra i primi 10 negli ultimi 6 anni. Singapore è arretrato quest’anno di una posizione situandosi al terzo posto, ma mantenendo il suo elevato standard. Gli Usa sono scesi al settimo posto, soprattutto a causa del relativo deterioramento del contesto politico e normativo. Il Paese mantiene tuttavia la sua supremazia nell’innovazione
fonte: Corriere della Sera 29 Marzo 2007
Febbraio 20, 2007
Pubblica Amministrazione vs VoIP …. che il duello abbia inizio …
Ebbene si, anche la pubblica amministrazione italiana inizia a muoversi a piccoli passi verso un infrastruttura telematica basata sul VoIP. Il progetto promosso da Emilio Frezza responsabile dell’Area infrastrutture nazionali condivise del Centro Nazionale Per l’Informatica nellaPubblica Amministrazione (CNIPA) ha come scopo sicuramente l’abbattimento di almeno il 30% dei costi ma soprattutto quello di estendere i servizi offerti dalle tradizionali linee telefoniche in servizi di nuova generazione. Le fondamenta di questo progetto naturalmente si basano sul Decreto lgs. del 28 febbraio 2005, n. 42 (PDF) (RTF) dal titolo “Istituzione del Sistema pubblico di connettività e della Rete internazionale della pubblica amministrazione, a norma dell’art. 10, della L. 229 del 29 luglio 2003″ il quale vuole connettere tutte le amministrazioni ,sia locali che centrali, a banda larga.
Su queste fondamenta il CNIPA è pronto ad edificare un’infrastruttura telematica basata sul Voip che sia estesa non solo all’ambito nazionale ma anche a quello internazionale. Il sistema, infatti, connetterà la Pubbliche Amministrazioni centrali con quelle locali e con 300 sedi diplomatiche sparse in 120 Paesi.
L’obiettivo ultimo è la realizzazione di un ambiente comunicativo multimediale e multidimensionale. Il progetto prevede una comunicazione basata non solo sulla voce, ma anche su videoconferenza e messaggistica istantanea, oltre allo scambio di dati e alla massima interoperabilità tra i sistemi informatici delle varie Amministrazioni. Infine, grazie all’implementazione di tecnologie Wi-Fi (senza fili) sarà possibile accedere al sistema tramite dispositivi mobili.
A piccoli passi anche in Italia arriva la tecnologia . . . tuttavia quando leggo e scrivo queste cose, mi sorge sempre un dubbio… “ma questo passo in avanti, che tra l’altro sarebbe dovuto avvenire almeno 3 anni fà, sarà seguito da un passo indietro ?”…..
News a cura di: Gianluigi Di Donato
Febbraio 7, 2007
La svolta di Microsoft all’Open Document
Vi abbiamo parlato del formato Open Document “qualche articolo” fa…
Torniamo a parlarne per segnalarvi il rilascio del primo plug-in convertitore, targato Microsoft (ma prodotto da terzi), in grado di permette sia la creazione e conversione di file Open Document (ODF) nel formato OOXML (Office Open XML), sia il salvataggio di file Word (quindi file .doc) nel formato Open Document.
Inoltre, entro la fine di quest’anno, dovrebbero essere distribuiti analoghi plug-in per i formati Excel e PowerPoint.
Il plug-in è scaricabile anche al seguente link:
http://sourceforge.net/projects/odf-converter
Notizia a cura di: Sebastiano Sacco
Gennaio 28, 2007
ODF Toolkit: Open Office verso l’evoluzione
OpenOffice.org è una suite per ufficio abbastanza simile al pacchetto Office di Microsoft. La suite è stata concepita (e tuttora si colloca) nell’ambito del progetto OpenOffice ideato da Sun Microsystems. Principale caratteristica di OpenOffice è quella di essere open-source e quindi scaricabile liberamente dal sito ufficiale del progetto, http://it.openoffice.org/.
Molto sono state le iniziative che hanno accentrato l’interesse sulla suite, come ad esempio quella di prevederne l’uso, assieme ad altre piattaforme e sistemi open-source, nell’ambito della pubblica amministrazione (a titolo esemplificativo, riporto qui un comunicato stampa presente sul sito ufficiale di OpenOffice: clicca QUI per visionare il comunicato).
E’ notizia recente che nel prossimo futuro OpenOffice potrebbe progredire oltre il concetto di suite, divenendo una piattaforma applicativa, intesa come un’insieme di servizi e di risorse integrate (interoperabili) in grado di coprire un bagaglio di necessità molto più vasto rispetto a quello, per l’appunto, d’uso ufficio (scrittura, presentazione, archiviazione, etc.). Il progetto si chiama ODF Toolkit ed è mirato proprio alla evoluzione su citata. Il toolkit ODF permetterà agli sviluppatori di sfruttare il codice sorgente di OpenOffice per creare nuove applicazioni business: in particolare applicazioni di collaborazione, comunicazione ed elaborazione dei contenuti, basate sul formato standard OpenDocument Format (ODF) e integrate con le funzionalità della suite open source.
In merito al nuovo Toolkit c’è comunque una precisazione da fare: questo non va confuso con l’ambiente OpenOffice SDK: a differenza di quest’ultimo, che può essere utilizzato dagli sviluppatori per modificare le funzionalità della suite (chi ha avuto a che fare con la piattaforma SDK di Java SUN saprà di cosa stiamo parlando), il toolkit può essere viceversa usato per mettere a disposizione degli sviluppatori le principali funzionalità di OpenOffice, ed in modo particolare quelle per creare e modificare i sopra menzionati documenti ODF.
Il toolkit ODF può essere schematizzato attraverso la figura che segue:
Grazie ad una serie di interfacce di programmazione (API, Application Programming Interface), si potranno aggiungere alle applicazioni di terze parti le capacità di leggere, scrivere e modificare i dati in formato ODF. Ulteriore evoluzione/previsione per il futuro sarebbe poi la trasformazione di OpenOffice in una sorta di framework, in grado di permettere l’esecuzione di programmi eterogenei, eventualmente indipendenti dalla suite vera e propria. Questo è ciò che gli sviluppatori di OpenOffice chiamato ODF Universe, e che in futuro potrebbe addirittura competere con l’accoppiata Office/MS.NET.
Articolo a cura di: Sebastiano Sacco
Per ulteriori notizie: http://odftoolkit.openoffice.org/, http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1863587&r=PI


