Ingegneri Pesanti Group

febbraio 4, 2008

Disavventura di un login!

Mesi addietro è capitata una spiacevole disavventura che renderà incredula la maggior parte di voi lettori.
Vi dirò di più, sono sicuro che i lettori maggiormente increduli, o meglio dire scettici, saranno tutti i titolari di conto corrente, ed in particolare tutti coloro che utilizzano il servizio di home banking.
A distanza di mesi, la mia rabbia e la mia voglia di comunicare l’accaduto a tutti si sono presentate quando ho letto le seguenti notizie:

“Pratica comune ormai da diversi anni, l’e-trading ha raggiunto in Italia un buon livello di diffusione, soprattutto per quanto concerne le operazioni di banking online. Tuttavia, nonostante i conti online continuino a crescere (9,4 milioni) con un incremento superiore al 9% nello scorso anno rispetto al 2005, e le disposizioni di e-banking siano state nel primo semestre del 2006 ben 21 milioni (+ 21,4%), il confronto con gli altri Paesi europei mostra come le disposizioni online siano sostanzialmente inferiori……..”

Bill Gates lo ha ufficializzato: quest’anno lascerà Microsoft per dedicarsi completamente alla fondazione benefica che porta il suo nome e quello della moglie.”

Cosa collegherà la mia disavventura con Bill Gates e l’andamento delle disposizioni di e-banking in Italia (il bello, il brutto ed il cattivo)?

Semplice!

Avevo, e dico avevo, un conto corrente con la banca omissis, di cui usavo i servizi di e-banking.
L’accesso è garantito, tutt’ora, da due password, una di visualizzazione per effettuare consultazioni sul conto corrente, l’altra di dispositiva per poter effettuare operazioni bancarie (bonifici, rid, ecc…); inoltre, l’accesso al servizio è garantito da un certificato web da dover accettare.
In caso sia impossibile poter installare il certificato, o al verificarsi di un qualsiasi altro problema, è possibile accedere al servizio di home banking grazie ad un metodo alternativo, ovvero quello di richiedere all’utente una password temporanea della durata di un tot di minuti (diciamo dieci minuti), che viene spedita tramite un email e/o un sms segnalati in precedenza al correntista. In seguito, per effettuare l’accesso, è richiesta sia la password temporanea che la password di visualizzazione precedentemente citata.

Un sistema alquanto sicuro … all’apparenza!
Ma, come dice un vecchio detto, non è tutto oro ciò che luccica ed un tranquillo lunedì mattina si consuma il dramma.
(more…)

marzo 30, 2007

Dell: è ora di Open Source

Filed under: Alternative, Notebook e palmari, Notizie dal mondo dell'IT, Open Source — ingegneripesanti @ 9:42 am

Vi abbiamo parlato più volte delle tecnologie Open Source, come nel caso della svolta di Microsoft Office all’introduzione dell’Open Document (vedi articolo), o nel caso del rapporto della Commissione Europea per le tecnologie nella società dell’informazione sulla distribuzione delle competenze tecnologiche (vedi articolo), o ancora nell’ How To… Come faccio a… ? dedicato alla visibilità di Windows sotto Linux e di Linux sotto Windows (vedi articolo).

Torniamo a parlare di Open Source per segnalare l’ennesima svolta delle major e delle aziende dell’ambito informatico/telematico (e non solo) all’open source. Si tratta della Dell.

L’immagine che vedete qui sopra è abbastanza autoesplicativa: Tux, la simpatica mascotte ufficiale di linux, al fianco di un portatile Dell. Ebbene si, perchè la celebre azienda offrirà il sistema operativo Linux precaricato sui suoi personal computer. La scelta strategica, oltre a rappresentare una piccola rivoluzione nel mondo informatico (il monopolio “sistema operativo Microsoft” non era mai, sino ad ora, stato intaccato), rappresenta certamente una grossa conquista per i sostenitori Linux, ma anche, evidentemente, per i semplici acquirenti, che potranno finalmente operare una discriminazione oggettiva sulla qualità dei due sistemi a confronto.

Aspettiamo responsi e ulteriori segnalazioni: non esitate a contattarci, anche tramite commenti.

Fonte: repubblica.it

Articolo a cura di: Sebastiano Sacco

marzo 29, 2007

Tecnologie e informazione, l’Italia rimonta..piano piano

Filed under: Notizie dal mondo dell'IT, nuove tecnologie, Uncategorized — ingegneripesanti @ 10:22 pm

GINEVRA (Svizzera) –

L’Italia guadagna quattro posizioni nella classifica annuale del World Economic Forum (Wef) sulle capacità di sviluppo e utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict): mentre l’anno scorso era già risalita dal 45esimo al 42esimo posto, quest’anno risulta 38esima su un totale di 122 Paesi. Il Paese è tuttavia nettamente distanziato dagli altri membri del G7 ed è preceduto da nazioni quali Cile e Tunisia. In vetta alla graduatoria – resa nota a Ginevra – è per la prima volta la Danimarca. Seguono Svezia, Singapore, Finlandia, mentre gli Usa perdono sei posizioni e scendono alsettimo posto.

L’ITALIA MIGLIORA –

«In generale l’Italia è migliorata in tutte le dimensioni e particolarmente marcato è il miglioramento dell’indice che misura la capacità di far utilizzo delle Ict da parte di individui, imprese e amministrazioni pubbliche – spiega Irene Mia, Senior Economist del Global Competitiveness Network presso il World Economic Forum e co-redattrice del Rapporto -. È anche migliorato il punteggio per le condizioni di mercato, dove sono presi in considerazione caratteristiche e fattori quali la disponibilità di capitale di rischio, alla situazione dei mercati finanziari. Tuttavia il contesto regolatorio resta un’area di grande debolezza e per variabili quali il fardello delle regolamentazioni governative o il peso delle imposte, l’Italia risulta rispettivamente 119esima e 118esima».

BOCCIATA NELLA RICERCA –

Un’altra debolezza dell’Italia riguarda le istituzioni di ricerca, voce che vede l’Italia 87esima. «Non c’è grande connessione tra ricerca accademica e settore privato. Ci vorrebe più ricerca applicata», ha commentato Irene Mia precisando che i dati per la classifica sono stati raccolti nella prima metà del 2006. Brutto voto all’Italia anche per la prioritizzazione delle Ict da parte del governo (101esimo posto). I migliori punteggi l’Italia li ottiene per i costi della banda larga (seconda) per il numero di abbonamenti alla telefonia mobile (terza) e glui abbonamenti alla telefonia fissa, sia per le imprese (terza), sia per gli individui (settima). Nulla a che vedere tuttavia con la pagella della Danimarca, il cui successo – commenta il Wef – è un «risultato che segna l’apice di una tendenza ascendente iniziata nel 2003».


IL REPORT – Giunto al suo sesto anno consecutivo, il ‘Global Information Technology Report’ censisce 122 economie a livello mondiale. Il Networked Readiness Index (Nri) misura la propensione dei Paesi a sfruttare le opportunità offerte dalle Ict per lo sviluppo e l’aumento della competitività. Il Wef osserva che in generale che i Paesi nordici (ad eccezione dell’Islanda) si sono costantemente classificati tra i primi 10 negli ultimi 6 anni. Singapore è arretrato quest’anno di una posizione situandosi al terzo posto, ma mantenendo il suo elevato standard. Gli Usa sono scesi al settimo posto, soprattutto a causa del relativo deterioramento del contesto politico e normativo. Il Paese mantiene tuttavia la sua supremazia nell’innovazione

fonte: Corriere della Sera 29 Marzo 2007

marzo 26, 2007

Le memorie: introduzione

Filed under: Memorie, Uncategorized — ingegneripesanti @ 9:17 pm

Commento dell’autore

Comincia con questo articolo un viaggio per conoscere i diversi tipi di memorie. Verrà fatta un’ampia panoramica parlando delle diverse tipologie di memorie esistenti, descrivendo il loro principio di funzionamento e soffermandosi in particolar modo su quelle più diffuse attualmente.
Prima di cominciare desidero ringraziare in anticipo coloro che avranno la pazienza di leggere ed esprimere un giudizio lasciando un commento relativo a questi articoli sul blog. Tali commenti non solo possono dare un’idea all’autore del successo degli articoli (in termini di numero di persone che li leggono), ma soprattutto possono aiutare a migliorare la stesura degli stessi e a completarli, qualora venga riscontrata una mancanza di trattazione o di approfondimento di argomenti.

Classificazione delle memorie

Si definiscono memorie quei dispositivi in grado di immagazzinare un numero elevato di informazioni in maniera organizzata e fornirle in uscita mediante un’operazione detta di lettura della memoria stessa. Le memorie rappresentano una componente molto importante in un apparato elettronico. Esistono diversi tipi di memorie e nella realizzazione di un determinato sistema occorre scegliere quello più adatto tenendo in considerazione il seguente criterio: per ogni applicazione bisogna individuare il tipo di memoria che consente di memorizzare tutti i dati necessari al costo più basso possibile ed in modo che possa scambiare i dati con l’unita’ di elaborazione in tempi tali da garantire le migliori prestazioni possibili.

A seconda della modalità con cui i dati vengono immagazzinati, e quindi letti in uscita, le memorie si dividono in memorie sequenziali e memorie ad accesso casuale.
Nelle memorie sequenziali i dati sono immagazzinati in maniera sequenziale, appunto, in un supporto che permette la loro registrazione in serie e anche la lettura avviene in maniera sequenziale in quanto, per accedere ad un dato (o ad un bit) in uscita, occorre attendere che scorrano tutti i dati (o bit) incamerati precedentemente a quello in esame. Un esempio di memoria sequenziale è il nastro magnetico su cui sono registrati i dati nella stessa sequenza in cui si presentano sulla testina di scrittura e, per accedere ad un dato, in fase di lettura è necessario scorrere il nastro fino alla posizione in cui questo è stato registrato. Le memorie su nastro possono raggiungere elevati valori di capacità, ma risultano estremamente lente in lettura, specie se il dato si trova alla fine del nastro. Per questo vengono utilizzate in genere come memorie di backup.
Le memorie ad accesso casuale (RAM – random access memory) permettono di accedere ai dati in maniera non necessariamente sequenziale. In altre parole, si può accedere ad un qualsiasi dato in esse memorizzato in una qualsiasi locazione senza dover passare per quelle precedenti. Questo permette di accedere ai dati con una velocità decisamente superiore e costante rispetto alle memorie sequenziali e le rende quindi preferibili per applicazioni in cui siano richieste prestazioni spinte.

Da un punto di vista della ritenzione del dato correlato alla presenza dell’alimentazione, occorre fare una distinzione tra memorie volatili e memorie non volatili: le memorie volatili perdono l’informazione in esse contenuta quando viene tolta l’alimentazione, mentre quelle non volatili, al contrario, la conservano anche in assenza di alimentazione. Le RAM appartengono alla categoria delle memorie volatili e si distinguono in DRAM e SRAM.

  • Le DRAM – Dynamic RAM, sono memorie RAM in cui il dato viene immagazzinato in delle capacità, le quali col passare del tempo tendono a scaricarsi e quindi a perdere il dato. Per questo motivo necessitano di circuiti di refresh i quali riscrivono periodicamente il dato immagazzinato in ogni cella prima che venga perso. Un’altra caratteristica delle DRAM è che la lettura del dato è distruttiva, ovvero la lettura della cella tende a scaricare la capacità, quindi è necessario riscrivere il dato in essa contenuto dopo averlo letto. Il vantaggio delle DRAM è la semplicità della cella di memoria, costituita, come vedremo nei prossimi articoli, da un solo transistore. Questo permette una elevata scala di integrazione con conseguente possibilità di raggiungere elevati valori di capacità e bassi costi.

  • Le SRAM – Static RAM, al contrario mantengono il dato indefinitamente senza bisogno di rinfrescarlo. Questo perché la cella di memoria è più complessa e basa il suo funzionamento non su una capacità, ma su un circuito costituito da 6 transistor che sfrutta la retroazione. Il fatto che la cella sia costituita da 6 transistor fa si che queste memorie, rispetto ad una DRAM, occupino un’area maggiore. Di conseguenza sono più costose e raggiungono valori di capacità inferiori.

  • Le ROM – Read Only Memory, appartengono alla categoria delle memorie non volatili. Nei primi dispositivi di memoria di questo tipo, l’informazione veniva scritta nella memoria all’atto della realizzazione e non poteva essere più modificata, da qui il nome memoria a sola lettura. Successivamente vennero create delle memorie ROM programmabili, le PROM – Programmable ROM, in cui l’utente scriveva in maniera permanente l’informazione binaria con un apposito apparato bruciando, con degli opportuni impulsi elettrici, dei fusibili presenti nella matrice. L’informazione quindi non poteva più essere cancellata.

  • Negli anni successivi sono state realizzate le EPROM – Elettrically Programmable ROM, le quali possono essere cancellate tramite esposizione a raggi ultravioletti. Il processo di cancellazione non è selettivo, ma cancella interamente la memoria. Dopo questa operazione è possibile eseguire una riprogrammazione.

  • Il successivo step tecnologico ha portato alla realizzazione delle EEPROM – Elettrically Erasable Programmable ROM, in cui la memoria può essere cancellata elettricamente ed in maniera selettiva.

Articolo a cura di: Antonio Barbato

febbraio 20, 2007

Pubblica Amministrazione vs VoIP …. che il duello abbia inizio …

Filed under: Notizie dal mondo dell'IT, VOIP ed Instant Messaging — ingegneripesanti @ 9:02 am

Ebbene si, anche la pubblica amministrazione italiana inizia a muoversi a piccoli passi verso un infrastruttura telematica basata sul VoIP. Il progetto promosso da Emilio Frezza responsabile dell’Area infrastrutture nazionali condivise del Centro Nazionale Per l’Informatica nellaPubblica Amministrazione (CNIPA) ha come scopo sicuramente l’abbattimento di almeno il 30% dei costi ma soprattutto quello di estendere i servizi offerti dalle tradizionali linee telefoniche in servizi di nuova generazione. Le fondamenta di questo progetto naturalmente si basano sul Decreto lgs. del 28 febbraio 2005, n. 42 (PDF) (RTF) dal titolo “Istituzione del Sistema pubblico di connettività e della Rete internazionale della pubblica amministrazione, a norma dell’art. 10, della L. 229 del 29 luglio 2003” il quale vuole connettere tutte le amministrazioni ,sia locali che centrali, a banda larga.

Su queste fondamenta il CNIPA è pronto ad edificare un’infrastruttura telematica basata sul Voip che sia estesa non solo all’ambito nazionale ma anche a quello internazionale. Il sistema, infatti, connetterà la Pubbliche Amministrazioni centrali con quelle locali e con 300 sedi diplomatiche sparse in 120 Paesi.

L’obiettivo ultimo è la realizzazione di un ambiente comunicativo multimediale e multidimensionale. Il progetto prevede una comunicazione basata non solo sulla voce, ma anche su videoconferenza e messaggistica istantanea, oltre allo scambio di dati e alla massima interoperabilità tra i sistemi informatici delle varie Amministrazioni. Infine, grazie all’implementazione di tecnologie Wi-Fi (senza fili) sarà possibile accedere al sistema tramite dispositivi mobili.

A piccoli passi anche in Italia arriva la tecnologia . . . tuttavia quando leggo e scrivo queste cose, mi sorge sempre un dubbio… “ma questo passo in avanti, che tra l’altro sarebbe dovuto avvenire almeno 3 anni fà, sarà seguito da un passo indietro ?”…..

News a cura di: Gianluigi Di Donato

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